giovedì 20 dicembre 2007

Auguri di Buon Natale a tutti!

venerdì 30 novembre 2007

PER CHI, MI CONSIDERAVA SCOMPARSA!

venerdì 7 settembre 2007

giovedì 9 agosto 2007

venerdì 29 giugno 2007

domenica 24 giugno 2007

mercoledì 13 giugno 2007

domenica 10 giugno 2007

Dal blog di Lorenzo Pasqua

La Mattanza

Ieri sera ho inaugurato assieme ad altri 25 artisti la mostra collettiva "Ve(n)desi" presso la Tonnara Bordonaro di Palermo e con rammarico (ed una punta di rabbia) ho dovuto constatare una serie di imprevisti poco rassicuranti. Innanzitutto partirei dalla quantità degli artisti selezionati. Troppi e troppo diversi per tematica, stile e qualità. Ovviamente si tratta di gusti personali. La curatrice (Manuela Sandri) si è dovuta scontrare con qualcosa di molto più forte di lei combattendo da sola e considerato il fatto che si tratti della sua prima esperienza, devo ammettere che è stato un quasi K.O. Da tutti i lati. Lei ha ammesso che la serata è andata molto bene, ma non è il film che ho visto io.

Perché?

I problemi sono stati parecchi e di una certa consistenza.
Errori ortografici e grafici nel catalogo, nessuna etichetta ai muri con all'interno le informazioni sulle opere (la gente osservava e non capiva a chi dover fare o meno i complimenti). Anzi, per essere più precisi, le etichette erano state realizzate ma hanno fatto la loro apparizione ad inaugurazione già avvenuta. Immaginate la scena di me che vengo colto in fragrante (ammettiamo da un critico...) mentre posiziono le etichette accanto alle mie foto!?
Inoltre, problemi con gli invitati. Probabilmente il momento più delicato ed imbarazzante della serata. Ognuno degli artisti poteva portare quattro persone (con tanto d'invito e nome sulla lista) quand'é che improvvisamente al portone d'ingresso il numero è sceso a due. Cambiamento di programma! Molti sono dovuti andare via (e mi auguro vivamente che in mezzo a loro non ci sia stato un giornalista...).
Infine un po' di caos nell'allestimento e nella gestione degli spazi. Ci siamo dovuti troppo adattare.

Perché?

Mi ritrovo a dover assumere un atteggiamento tra la difesa e l'attacco. E non mi piace. So soltanto che questa sarebbe stata una grande occasione per ciascuno di noi; adesso aspetto che qualcosa di magico accada e che qualche miglioramento possa venire fuori nei prossimi giorni. Ho forti dubbi, ma cos'altro mi rimane se non un pugno di speranze?
Mi dispiace dover dire queste cose, non è né facile né divertente. Perché io ci credevo. E molto. Come altri.

Lorenzo Pasqua

lunedì 4 giugno 2007

Mostra "VENDESI"



Siete invitati alla collettiva "vendesi", che si terrà giorno 9 Giugno, ore 20:00, presso la Tonnara di Palermo.
Per l'inaugurazione sarà obbligatorio l'invio.

Qesti sono i due lavori che esporrò.
Buona visione!

mercoledì 4 aprile 2007

Dati personali


Virginia Rizzo
Nata a Sant'Agata di Militello (ME), il 21/10/80.
Laureata all' Acc. delle Belle Arti di Palermo (Pittura)




rizzo.virginia@gmail.com
rizzovirginia@libero.it

Col trascorrere del tempo, acquisendo quante più nozioni possibili riguardanti il mondo dell’arte, mi hanno permesso di rendermi conto quanto particolare siano i miei interessi in riguardo.

Una curiosità evolutasi piano piano, una conoscenza sempre più stretta e confidenziale di quegli argomenti che inaspettatamente catturavano la mia attenzione.

Come in una sala di un cinema aspettavo di prender posto, occupando un ruolo di spettatrice, ansiosa di capirne ogni singolo frammento.

La mia domanda più frequente la pongo a me stessa.

Ma perché mi ritrovo spesso ad osservare incuriosita quegli artisti che, col proprio lavoro, usufruiscono d’immagini dal forte impatto visivo?

Forse influisce il mio lato caratteriale, chiuso, riservato, che spesso e volentieri fa fatica a venir fuori, poco esplicito, che reagisce di fronte a ciò che è palesemente aggressivo. E’ forse la legge del contrappeso?

Cerco di compensare quei lati deboli che dentro di me che si annidano, smuovendoli, facendoli sobbalzare dalla paura, ci riesco? Cosa può portarmi a quel sentimento d’ammirazione che provo nell’osservare il lavoro ad esempio di un Von Hagens? E’ un interesse puramente concettuale? O è tutto il percorso ideativi e poi esecutivo che questo strano “artista” segue? Corpi sezionati e ricomposti, una specie di riproposizione della morte, che permette allo spettatore di ripercorrere una gran parte della storia dell’arte, da Bosch a Dùrer, da Tiziano a Rubens, ovviamente tramite un linguaggio contemporaneo.

Figure senza volto.

Corpi intrisi di mistero, accumuli di ossa aggrovigliate una accanto all’altra. Persone realmente vissute, che alla fine della loro vita cedono il proprio corpo.

Sono argomenti, questi, che mi hanno spinto alla creazione e alla nascita di quei personaggi che mi ritrovo tuttora a realizzare, dalla dubbia identità. Corpi nascosti all’interno di pareti immaginarie, trasparenti ma molto spesse, muri che come elastici procedono in avanti, stritolando e comprimendo la poca aria che ne rimane.

Una lotta perpetua fra ombra e luce, fra vuoto e pieno. Corpi privi di arti, senza mani ne piedi. Si nascondono braccati da non si sa chi, costretti ad annidarsi in angoli ridotti, schiacciati da quell ’ombra pesante che in realtà,

involontariamente, ne esalta le piccole ma presenti zone di luce. Figure che sono spesso bloccate da linee di forza che ne oltrepassano il corpo.

Monotipo 3

Monotipo 2

Monotipo a colori

martedì 27 marzo 2007

Breve descrizione del mio lavoro

La mia ricerca pittorica ha origine dal legno, scelto come unica superficie capace di supportare i materiali (qualitativamente ed esteticamente) da me utilizzati per dipingere: stucco, bitume, mordenti e colori ad olio.

Partendo da uno stile “automatico” del segno, sovrappongo gradualmente ora macchie ora impasti e rilievi affinché emergano forme di varia natura, sia astratte che figurative.

Il mio è un procedimento sì pittorico, ma che prende esempio da altre forme grafiche e plastiche quali l’incisione e la scultura (di cui separatamente mi occupo).

I miei soggetti sono riconducibili all’anatomia umana anche se, come appena accennato, appaiono (ad opera compiuta) sotto l’aspetto di varie forme e figure non sempre riconoscibili se paragonate oggettivamente ad elementi e modelli reali.

Cerco il movimento con i volumi così come la fermezza della carne attraverso rapide pennellate.

martedì 13 marzo 2007

lunedì 19 febbraio 2007

Illustrazione "Hellboy"

Illustrazione "Hellboy"


Illustrazione "Hellboy"

Tratto dal libro di Vittorio Sgarbi "Gli Immortali"

"Quando guardiamo un dipinto di Mantegna, di Piero della Francesca, di Michelangelo, noi siamo vivi, e quello è soltanto un oggetto, ma è un oggetto vivo perchè in esso c'è lo spirito. Niente come le opere d'arte assomiglia al corpo umano, insieme di anima e corpo."