
venerdì 29 giugno 2007
domenica 24 giugno 2007
mercoledì 13 giugno 2007
domenica 10 giugno 2007
Dal blog di Lorenzo Pasqua
La Mattanza
Ieri sera ho inaugurato assieme ad altri 25 artisti la mostra collettiva "Ve(n)desi" presso la Tonnara Bordonaro di Palermo e con rammarico (ed una punta di rabbia) ho dovuto constatare una serie di imprevisti poco rassicuranti. Innanzitutto partirei dalla quantità degli artisti selezionati. Troppi e troppo diversi per tematica, stile e qualità. Ovviamente si tratta di gusti personali. La curatrice (Manuela Sandri) si è dovuta scontrare con qualcosa di molto più forte di lei combattendo da sola e considerato il fatto che si tratti della sua prima esperienza, devo ammettere che è stato un quasi K.O. Da tutti i lati. Lei ha ammesso che la serata è andata molto bene, ma non è il film che ho visto io.
Perché?
I problemi sono stati parecchi e di una certa consistenza.
Errori ortografici e grafici nel catalogo, nessuna etichetta ai muri con all'interno le informazioni sulle opere (la gente osservava e non capiva a chi dover fare o meno i complimenti). Anzi, per essere più precisi, le etichette erano state realizzate ma hanno fatto la loro apparizione ad inaugurazione già avvenuta. Immaginate la scena di me che vengo colto in fragrante (ammettiamo da un critico...) mentre posiziono le etichette accanto alle mie foto!?
Inoltre, problemi con gli invitati. Probabilmente il momento più delicato ed imbarazzante della serata. Ognuno degli artisti poteva portare quattro persone (con tanto d'invito e nome sulla lista) quand'é che improvvisamente al portone d'ingresso il numero è sceso a due. Cambiamento di programma! Molti sono dovuti andare via (e mi auguro vivamente che in mezzo a loro non ci sia stato un giornalista...).
Infine un po' di caos nell'allestimento e nella gestione degli spazi. Ci siamo dovuti troppo adattare.
Perché?
Mi ritrovo a dover assumere un atteggiamento tra la difesa e l'attacco. E non mi piace. So soltanto che questa sarebbe stata una grande occasione per ciascuno di noi; adesso aspetto che qualcosa di magico accada e che qualche miglioramento possa venire fuori nei prossimi giorni. Ho forti dubbi, ma cos'altro mi rimane se non un pugno di speranze?
Mi dispiace dover dire queste cose, non è né facile né divertente. Perché io ci credevo. E molto. Come altri.
Lorenzo Pasqua


